Antefatto, prima parte

– Biglietti, prego! – il controllore guardò la figura rannicchiata sul sedile di fronte a lui.

L’uomo era vestito con abiti vecchi e trasandati, portava in testa un cappello calcato sul volto che lasciava scoperto solo il mento, cosparso di una barba incolta di qualche settimana.

– Biglietti prego! – ripetè il controllore alzando la voce. Era ormai a fine turno e si augurò che quella specie di barbone gli desse quello che gli aveva chiesto senza fare troppe storie.

L’uomo alzo lentamente gli occhi verso di lui, accenno ad un sorriso, e cominciò a frugare nelle tasche della sua giacca logora. Dopo qualche secondo tirò fuori un foglietto stropicciato e lo porse all’anziano dipendente delle ferrovie. Il controllore gli diede una rapida occhiata, lo timbrò e lo porse all’uomo senza dire una parola. Poi proseguì il suo giro senza mostrare ulteriori attenzioni per l’uomo con il cappello.

Bill Harper si mise il biglietto in tasca, rovistò ancora e tirò fuori un antico orologio a cipolla con la catenina rotta e il vetro rigato. Ancora mezz’ora pensò e si riappoggiò al sedile calandosi nuovamente il cappello sugli occhi.

La stazione di chicago, come tutti gli scali ferroviari degli anni trenta, brullicava di gente. I treni si fermavano, riversavano nuovi arrivati sulle banchine affollate e ripartivano diretti in altre stazioni degli Stati Uniti, avvolti in una nube di fumo.

Bill scese dal vagone, guardandosi intorno. Non vedendo nessuno si avviò verso il bar della stazione. Non fece in tempo, però ad arrivare alla fine della banchina, perchè una figura imponente lo raggiunse da dietro le spalle e lo avvolse con due braccia grosse come tronchi d’albero. Bill si sentì sollevare da terra mentre l’aria all’interno dei suoi polmoni veniva spinta fuori a forza.

– Eccolo qua il mio cuginetto! – tuonò la voce di John Harper – Quanto tempo è passato! Ti sei smagrito mozzarella! – Bill dovette attendere che i suoi piedi toccassero di nuovo per terra per poter ricambiare il saluto. – Non sono smagrito, mi tengo in forma al contrario di te Smilzo! – I due proruppero in una risata e per un istante entrambi si rividero giocare nei sobborghi di Philadelfia, tra i vicoli sporchi della città. A quei tempi Bill aveva solo dieci anni e John otto. Erano inseparabili e più di una volta si erano coperti le spalle a vicenda contro i bulletti della Main Street che venivano spesso nel loro quartiere a piantare grane. Bill Mozzarella e John lo smilzo erano i bambini più temuti della zona. – Vieni Bill ti porto a fare un giro! – John era vestito l’opposto del cugino. Indossava un abito su misura nero con una cravatta rossa che risaltava sul petto. Portava un cappello bianco immacolato. Le scarpe erano lucide e pulite quasi da potercisi specchiare. I due uomini uscirono dalla stazione e raggiunsero l’auto dell’omone: una Lincoln Zephir grigio scuro.

Al volante John sembrava un uomo normale che guidava un’auto giocattolo. Bill fissava suo cugino con sguardo assonnato – Te la cavi bene a quanto vedo. – Già – rispose lui – per fortuna l’attività di famiglia va a gonfie vele, anzi va magnificamente!- I due arrivarono in un quartiere di periferia e si fermarono davanti ad una casa fatiscente.

La villa poteva essere stata costruita verso la fine dell’ottocento. Doveva essere una dimora signorile. Ora invece presentava numerose finestre con vetri rotti, alcune sbarrate da assi di legno, il tetto era semi crollato e il giardino che a circondava era pieno di arbusti rattrappiti ed erba alta.

Bill osservo il tugurio con aria di sufficienza. – Pensavo ti potessi permettere di meglio cugino! – esclamò in tono sarcastico. – ti sei innamorato del quartiere e la vuoi ristrutturare?

– per quel che mi serve è perfetta! – mormorò lo smilzo. I due arrivarono di fronte alla porta di ingresso, poi con delicatezza il gigante bussò prima tre volte, poi altre due e poi di nuovo tre. La porta si aprì ed un uomo con un viso allungato e due folte basette scrutò i due uomini. Riconobbe subito John e li fece entrare, guardandosi intorno per accertarsi che nessuno dalla strada li stesse spiando.

All’interno la casa era buia e polverosa, numerose ragnatele pendevano dal soffitto. Bill notò che l’uomo era vestito con lo stile e l’eleganza di suo cugino, anche se i suoi abiti non erano altrettanto raffinati. John condusse il nuovo arrivato giù per una ripida scala che portava nella cantina della vecchi casa.

Arrivati nel seminterrato john si avviò verso un armadio sgangherato e pieno di tarme. Con uno strattone, tirò il mobile verso di se. Contrariamente e quel che pensava Bill, il vecchio guardaroba si mosse come se fosse ancorato a dei binari e rivelò dietro di se un locale ampio e ben illuminato.

Non ci voleva una laurea per capire a cosa servissero i macchinari all’interno della stanza segreta. Quella era una distilleria clandestina. John era uno dei più grandi contrabbandieri di alcol di Chicago. Aveva numerosi laboratori come quello sparsi per la città. Bill ovviamente era a conoscenza di questo ed era anche il motivo che l’aveva spinto a lasciare la sua città natale. Con l’aiuto di suo cugino avrebbe potuto mettere su un laboratorio tutto suo e finalmente la sua vita sarebbe cambiata.

– D’avvero niente male Smilzo, capisco perchè i tuoi affari vanno così bene, questo laboratorio è fantastico!

– Bello vero? Abbiamo fatto recentemente dei lavori di ristrutturazione, abbiamo nuovi macchinari ed abbiamo assunto del personale.

– Hai avuto un ampliamento? Hai fatto sparire i tuoi avversari o è una delle tue solite botte di culo?

– Penso entrambi! Sai, fino a qualche mese fa le cose non giravano bene qui, abbiamo rischiato grosso, ma per fortuna adesso è tutto finito! Almeno spero……..

– Che è successo?

– Siediti cugino! ho da raccontarti parecchie cose………

Regolamento cluedo party

Ciao a tutti.

Ho creato questo blog per condividere con voi, e magari in futuro con altre persone interessate, il processo di creazione di una serata cluedo o, come molti la conoscono, cena con delitto.

Intendo pubblicare su questo blog oltre lo stato di avanzamento della serata, anche dettagli sul’ambientazione e vari racconti che andranno a comporre il background del gioco.

Iniziamo dalle regole:

  1. Cos’è un cluedo party?

Un cluedo party è un gioco di società nel quale ogni partecipante interpreta nell’arco di una serata un personaggio. Durante lo svolgimento della serata, i giocatori si troveranno a dover affrontare e risolvere un mistero.

2. Antefatto

Prima della serata vera e propria, ogni giocatori riceverà le indicazioni sull’ambientazione della trama del gioco.

Queste saranno uguali per tutti.

Inoltre riceverà una scheda che descrive il personaggio che dovrà interpretare durante la serata con indicazioni dei tratti salienti della sua personalità.

Sarà a discrezione di ogni giocatore aggiungere nuovi dettagli sia fisici che comportamentali a patto che non vadano in contrasto con quelli descritti nella sua scheda.

3. Serata

3.1 Inizio serata

All’arrivo nel posto designato per la serata, ogni giocatore riceverà le istruzioni che dovrà leggere molto attentamente e che dovrà eseguire nel corso del gioco.

Ogni istruzione obbligherà il giocatore a svolgere una particolare azione in un determinato orario.

es. alle ore 21:30 vai in cucina, troverai qualcuno che si comporta in modo sospetto, fallo notare agli altri giocatori.

Gli orari elencati nelle istruzioni dovranno essere rispettati il più fedelmente possibile in modo da permettere un normale flusso degli eventi che porteranno i partecipanti al vivere una trama e far luce sul mistero. E’ previsto un ritardo massimo di due o tre minuti dovuto a possibili inconvenienti che possono ritardare l’azione.

3.2 Svolgimento serata

Ogni giocatore svolgerà le sue azioni nell’ordine e con gli orari indicati. Nell’intervallo tra un’azione e l’altra, che può essere anche lungo, i partecipanti seguiranno il flusso degli eventi cercando di rimanere il più possibile fedeli ai propri personaggi.

3.3 Dibattito

Non appena tutti i partecipanti avranno svolto le loro azioni, i giocatori  potranno uscire dai personaggi e cercare, tutti insieme, di risolvere il mistero.

Durante il dibattito ogni giocatore potrà esprimere il proprio parere su chi per lui è l’autore del misfatto, potrà raccogliere le idee ascoltando le teorie degli altri giocatori o far luce sui suoi dubbi riguardanti la trama.

Alla fine del dibattito i giocatori dovranno nominare un portavoce che, a seguito di una votazione dirà all’organizzatore della serata chi, secondo i giocatori, è il colpevole e perchè.

3.4 Soluzione

A questo punto l’organizzatore svelerà il mistero, rivelando il colpevole e spiegandone il movente.

3.5 Votazione

Dopo la soluzione, indipendentemente che i giocatori abbiano indovinato o meno il colpevole, si procederà con una votazione segreta nella quale i giocatori scriveranno su un foglietto il nome della persona che secondo loro ha interpretato meglio il suo personaggio.

N.b. oltre all’interpretazione si dovrà tener conto del costume e del contributo dato all’indagine (il colpevole meriterà di essere votato se sarà riuscito a sviare bene i sospetti su di lui).

3.5.1 Premio Sherlock Holmes

Prima di sapere il vincitore della serata, l’organizzatore sceglierà una persona al quale assegnare il suddetto premio.

Egli sceglierà la persona che, secondo lui, ha interpretato meglio il proprio personaggio.

3.5.2 Conclusione

Dopo che aver rivelato il vincitore del premio Sherlock Holmes si rivelerà il giocatore più votato.

Questi verrà nominato vincitore assoluto della serata.

N.b. Cosi’ facendo potrebbe capitare che lo stesso giocatore vinca tutti e due i premi. Nel caso succedesse il vincitore avrà diritto a sbeffeggiare gli altri a vita.